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domenica 27 luglio 2014

Nibali trionfa al Tour tra i Francesi che s´incazzano. Uuna giornata storica non solo per la vittoria del siciliano

 Berlino. Sedici anni dopo la vittoria di Marco Pantani tocca al messinese Vincenzo Nibali riportare la maglia gialla in Italia. Mi ricordo da bambino, nonno Peppe che passava interi pomeriggi appassionato davanti alla television. Io non capivo, ci sarebbero voluti ancora un paio d´anni. Nel 91 una serie di eventi mi avvicinarono a questo meraviglioso sport. Per l´esame di terza media ricevetti la mia prima vera bicicletta, ancora me lo ricordo. Era una mountain bike legnano arancione con il cambio shimano. Lo stesso anno Franco "Coppino" Chioccioli sbaragliava la concorrenza e vinceva il Giro d´Italia. Da allora e´ stato un amore con alti, bassi, disinteressamento, schifo e ritorno. Sono stato un fan sfegatato del Diablo Chiappucci che avuto la sfortuna di trovare sulla sua strada il grande navarro Miguelon Indurain. E´ stato "amore" a prima vista per il Pirata Pantani. Pantani aveva una capacita´ di regalare emozioni che difficilmente ho vissuto per altri campioni, se penso al duello con Tonkov nel 98 al giro, o la tappa del Galibier dove qualche settimana dopo ha stracciato il tedescone Jan Ullrich al Tour mi vengono i brividi. De Zan che cantava le gesta di Pantani e´ come Hugo Morales con i goal del Pibe de Oro. Dopo la morte di Pantani non ho seguito piu´il ciclismo per anni, lo scandalo Armostrong mi ha schifato. Ma quest´anno la scintilla e´ scoccata di nuovo. Una sera di giugno torno a casa e do´ un´occhiata al sito della Gazzetta "Aru vince alla Pantani". "Aru" non puo´ che essere sardo, che vince alla Pantani. Corro su youtube a guardarmi la sintedi della tappa, cazzo il Villacidrese va forte davvero e scatta come un capriolo quando la strada si impenna. Sara´ un gran podio. Poi e´la volta di Vincenzo Nibali, campione apparentemente pulito, che detta legge sulle Alpi e sui Pireni. Ma oggi un fatto che mi ha emozionato ancora di piu´. Da mesi cerco di insegnare a mia figlia ad andare in bicicletta, quando ormai avevo perso le speranze... "Papa andiamo con la mia bici oggi". Scendiamo in cantina, gonfiatina alle ruote, regolazione del sellino, casco allacciato. E´ salita su e dopo poche pedalate andava da sola. Per tutto il pomeriggio saliva, scendeva, pedalava, curvava sino allo sfinimento. La piccoletta ha 4 anni e mezzo, non poteva onorare in un modo migliore la vittoria del settimo italiano alla Grand Boucle.

Leo Perinovich  27/07/2014

sabato 19 luglio 2014

Il Goal di Maradona contro l´Inghilterra commentato da Victor Hugo Morales

Il meraviglioso goal di Maradona contro l´Inghilterra a mondiali del Messico 1986 commentato dal mitico Victor Hugo Moralese e´ qualcosa di sublime. Non mi stanchero´ mai di riguardarlo e riascoltarlo.
Versione originale in spagnolo
« ...la va a tocar para Diego, ahí la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del fútbol mundial, y deja el tendal y va a tocar para Burruchaga... ¡Siempre Maradona! ¡Genio! ¡Genio! ¡Genio! ta-ta-ta-ta-ta-ta... Goooooool... Gooooool...
¡Quiero llorar! ¡Dios Santo, viva el fútbol! ¡Golaaaaaaazooooooo! ¡Diegooooooool! ¡Maradona! Es para llorar, perdónenme ... Maradona, en una corrida memorable, en la jugada de todos los tiempos... barrilete cósmico... ¿de qué planeta viniste? ¡Para dejar en el camino a tanto inglés! ¡Para que el país sea un puño apretado, gritando por Argentina!... Argentina 2 - Inglaterra 0... Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona... Gracias Dios, por el fútbol, por Maradona, por estas lágrimas, por este Argentina 2 - Inglaterra 0. »
Versione in italiano
« ... la tocca per Diego, ecco, ce l'ha Maradona. Lo marcano in due, tocca la palla Maradona, avanza sulla destra il genio del calcio mondiale. Può toccarla per Burruchaga.. sempre Maradona.. genio, genio, genio.. c'è, c'è, c'è... goooooooooool... voglio piangere.. Dio Santo, viva il calcio.. golaaaaaazooo.. Diegooooooool.. Maradona.. c'è da piangere, scusatemi.. Maradona in una corsa memorabile, la giocata migliore di tutti i tempi.. aquilone cosmico.. Da che pianeta sei venuto ?, per lasciare lungo la strada così tanti inglesi ? Perché il Paese sia un pugno chiuso che esulta per l'Argentina.. Argentina 2, Inghilterra 0.. Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona... Grazie, Dio, per il calcio, per Maradona, per queste lacrime, per questo Argentina 2, Inghilterra 0. »

venerdì 8 marzo 2013

La memoria calcistica del 96

L´indimenticabile „eh Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore“ rieccheggia nella mente di tutti i pallonari e non solo. Fortunatamente essendo nato alla fine degli anni settanta nell´ Europa occidentale non ho vissuto guerre guerreggiate nei luoghi in cui ho vissuto, il che guardando la storia del vecchio continente degli ultimi secoli e´ un fatto piu´ unico che raro. Per fare ordine cronologico nel mio passato ho percio´ negli anni sembre usato gli eventi pallonari per capire se un determinato avvenimento sia avvenuto prima o dopo. Per esempio ero gia´ a Berlino, quando l´Italia del Trap veniva rispedita a casa dalla Corea del Sud e dal maledetto maiale disonesto Ecuadoreno Byron Moreno, ritappavo le bottiglie di Spumante e chiudevo le valige per Londra nell´estate del 2000 quando gli azzurri di Zoff venivano beffati da Wiltord in pieno recupero e matati dal gobbo Trezeguet. Festeggiavo a Kreuzberg l´indimenticabile semifinale dei mondiali del 2006 contro la Germania, i rivali di sempre con l´indementicabile “Beppe chiudiamo le valige si va Berlino, andiamo a prenderci la coppa!”. Ho visto quell´indimenticabile partita a casa di amici tedeschi, e non dimenticaro´ mai il viaggio di ritorno verso casa in metropolitana con la maglia azzurra e un sorriso sberfeggiante e sfidante a 36 denti e le facce dei tedeschi delusi e ubriachi, morale dellea favola sono sceso qualche fermata prima per non rischiare le botte, meritatissime. Penso che a ruoli invertiti, dalle mie parti dopo una sconfitta cosi´ da parte dell´Italia, se un tedesco si fosse presentato con la maglia della Germania  lo avrebbero come minimo gonfiato come una zampogna. E come non menzionare le due pere di Supermario Balutelli dell´estate scorsa contro la nazionale tedesca piu´ sopravvalutata e arrogante che si ricordi a memoria d´uomo. Mio figlio a alla tenera di due mesi ha gia´ battuto la Germania. Alle notti magiche del 90 (cazzo 23 anni fa!)  sono legati i bei ricordi della prima estate nella casa nuova. Per capire la portata con cui questi eventi sono inculcati nella mia mente: correva il giugno del 96  l´ultimo anno delle superiori, scuola finita mancava solo la formalita´ degli esami, e poi liberta´ , diciottanni appena compiuti un´estate di spensieratezza mi attendeva per poi decidere sul mio futuro, militare, universita, polo industriale di Portovesme o la piu´ probabile disoccupazione ma chi se ne fregava? Era un dopo cena di quelli di inizio estate, e quando dico dopo cena in Sardegna, vuol dire che erano minimo ad andare cauti le 10 di sera, cielo limpido come sempra, ma un filo di umidita´ perche col motorino e´ sempre meglio coprirsi ( mi avessero detto che qualche anno dopo sarei andato in bici in giro sotto la neve, gli avrei riso in faccia). Percorrevo allegramente la via Lubiana con il mio Si bianco e mi apprestavo a curvare sulla sinistra per passare a prendere il caro amico Fritz, non so se feci la freccia col braccio ma non ha importanza, una uno bianca come quella della famigerata banda, guidata da un tizio di cui non ricordo il nome, in sorpasso mi falcia e dopo aver sfondato il parabbrezza probabilmente con la mia testa di legno, naturlamente e distanza di anni aggiungo stupidamente senza casco, lo schianto mi scaraventa sull´asfalto a una decina di metri di distanza, ed io giacevo per terra senza coscienza. I testimoni mi raccontarono di un rumore assordante di pentole rotte, per me da quel momento e´ buio totale, una cosa veramente assurda la mia mente ha rimosso i momenti dell´incidente, il trasporto al Sirai e le ore successive quello che in tedesco chiamano Filmriß ( uno squarcio nella pellicola). I presenti in ospedale mi raccontarono della mia preoccupazione se le mia facolta´ produttiva fosse stata compromessa dall´incidente, alla fine siamo pur sempre delle stupide bestie spinte da istinti primordiali. Ma la cosa assurda e´ che dopo ora di buio di shock posttraumatico le prime immagini che sono emerse nelle mia mente sono stati i due goal di Bierhoff fatti qualche giorno prima nella finale dell´europeo contro la Rebubblica Ceca, e dire che allora in quel match tifavo per la Germania. Da quel momento e su quella base sono riusciti a riordinare la mia mente sballottata come uno joghurt e tornare nei giorni successivi alla normalita´, o almeno credo e spero.

venerdì 20 luglio 2012

A mente fredda. Italia Germania la sfida infinita

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Mi tolgo subito il dente, diciamolo pure che le quattro pere che ci ha rifilato la Roja ancora bruciano, ma detto questo, chi avrebbe immaginato la Nazionale in finale prima dell´inizio dell´Europeo dopo la disfatta tremenda degli ultimi mondiali? Chi avrebbe pensato che l´Italia avesse surclassato gli inglesi prima e i panzer tedeschi dopo? E proprio la semifinale é stata, almeno per me che vivo nella “tana del lupo” da oltre dieci anni, la goduria piú grande, soprattutto nel modo in cui e´ maturato, con Fantantonio  che si e´  bevuto con una mezza finta mezza difesa tedesca e Balotelli li che con un saltello alla spalle del povero Badstuber ha infilzato il sopravvalutato Neuer. Neuer a mio parere non vale un calzino sporco del “Titan” Olver Kahn. La seconda rete poi e´ stata veramente poi stratosferica, di colpo il nero, viziato e fuori di testa e diventato un idolo nazionale. Per capire la portata della vittoria, da molti e sopratutto in Germania, al squadra di Jogi Löw veniva considerata come la piú forte dagli anni 70 ad oggi, vale a dire tanto per intenderci solo un gradino sotto quella fenomonale corazzata formata dai vari Kaiser Franz Beckenbauer, Müller (quello vero) non questo brufoloso spocchioso, Netzer, Breitner etc.etc.Noi invece eravamo la grande incognita, con due “pazzi” a guidare l´attacco il gordito Cassano e Supermario Balotelli, ma e´ stata proprio ancora una volta l´estro e l´impredivibilia´, che e´ mancata ai soldatini tedeschi. Dopo 1970, 1982, 2006 un´altra batosta da mettere in bacheca. Sopratutto il blocco Bayern si ricordera´ questa stagione spettacolare, secondi nella Bundesliga surclassati dagli acerremi rivali del Borussia Dortumnd di Jürgen Klopp, stessa sorte nella finale della DFB Pokal, la coppa di Germania.Beffa spettacolare a casa loro nell´Allianz Arena di Monaco per la finale di Champions League castigati dal Chelsea di Di Matteo. A questo punto mi sento di citare Thomas Müller prima della semifinale che diceva tipo “Mi sono stufato di tutti questi secondi posti”, bene eccolo accontentato!

Leo Perinovich Berlino 20.07.2012

giovedì 10 febbraio 2011

Germania Italia la sfida infinita, e la vendetta fallita.

La vendetta e´ un piatto da servire freddo, ci ha provato ieri la DFB tedesca (l´equivalente della FIGC) a cancellare la sconfitta della semifinale del 2006. Una ferita ancora aperta soprattutto da parte tedesca; Germania-Italia non e´ mai stata e mai sara´ una partita amichevole, basti vedere l´intensita´ e il gioco maschio messo in campo ieri dai giocatori a Dortmund. La telecronaca della ARD (l´equivalente di RAI 1) é stata come sempre antipaticae indecorosa, i concetti insistenti erano “sconfiggere gli italiani” e “vendetta”, e non sconfiggere l´Italia (calcistica) o la partita. Il telecronista ha sottolineato piú volte il fatto che Thiago Motta fosse un oriundo italiano, ma guardiamo la nazionale tedesca: Podolski polacco, Klose pure, Özil turco, Kedira iraniano etc. Etc. Per non parlare della quasi derisione del fatto che Rossi giocasse nel Villareal squadra di secondo rango della Liga spagnola, e non in un club di alto rango come Özil e Kedira nel Real Madrid. E proprio il piccolo pepito Rossi che all´81 ha scardinato la difesa teutonica allungando la lunga serie positiva degli azzurri contro i bianchi di Germania. E non vogliamo parlare del rigore quanto meno netto su Cassano, e lí a rimproverare gli Italiani piagnucoloni, simulatori e gesticoloni. Ma la cosa che piú mi ha infastidito personalmente e´ stato il “guardate come festeggiano gli Italiani per un pareggio in Germania”, non capendo che i giocatori, come sottolineato da Buffon, hanno dato il massimo e festeggiato anche e sopratutto per le centinaia di migliaia di compatriotti immigrati davanti ai teleschermi e presenti allo stadio. Se abbiamo vinto le semifinali del 1970 e del 2006, la finale del 1982 e dal 1995 non perdiamo contro i tedeschi un motivo pure ci sara´?
Germania-Italia la sfida infinita continua...

Leo P.

mercoledì 3 marzo 2010

Cossu in Nazionale


Finalmente Marcello Lippi si è deciso ed ha convocato in nazionale il piccolo grande trequartista rossoblù. Andrea Cossu, cagliaritano doc, classe 1980, rifiutato dal Cagliari quando aveva tredici anni per il suo esile fisico (oggi 170 cm per 64 kg) dopo tanta gavetta per le serie minori ed i campi di mezza Italia (Olbia, Torres, Lumezzane, Verona) torna di nuovo a Cagliari nella stagione 2007-08. L'invenzione è semplice ma geniale quella del tecnico Ballardini che nella trasferta di Torino contro la Juventus, inventa Cossu trequartista lo butta nella mischia e da quella posizione non si smuoverà più, vedendolo protagonista nelle ultime due strepitose stagioni con il Cagliari a pochi punta dalla zona Champions League.

Cossu l'idolo della Nord, oltre ad essere un giocatore del Cagliari è un grande tifoso Rossoblu ed appartiene al gruppo ultras Sconvolts Cagliari 1987. Quando giocava il sabato in B con il Verona era sempre presente nelle trasferte del nord Italia a sostenere la squadra.

Andrea Cossu sarà il quarto sardo a vestire la maglia della nazionale dopo Cuccureddu, Matteoli e Zola, ed assieme al portiere del Palermo il siniscolese Sirigu che dopo essersi tolto il lusso domenica scorsa di battere la Juve in casa, risponderà anch'egli alla chiamata di Lippi. E quando giochi in una provinciale essere convocati in nazionale, vuol dire che te la sei veramente sudata.

La convocazione di Cossu è secondo me determinante, uno perchè dopo la telenovela Cassano si, Cassano no, la rinuncia definitiva di Totti, poi del Piero è oramai in età pensionabile (ma conoscendo il viareggino mai dire mai..)alla nazionale manca un vero numero 10. Cossu nonostante la sua mancanza di esperienza in campo internazionale ( ma ricordiamo che Totti ai grandi appuntamenti ha quasi sempre fallito), ha quello che serve fantasia pura, velocità, abilità incredibile nel saltare l'uomo, visione di gioco e grande assist man e soprattutto una grande grinta.

Grande piccolo Cossu "arroga tottu" e ti aspettiamo in Sud Africa!


Leo Perinovich

martedì 1 luglio 2008

Campeones, la Spagna e´ campione d´ Europa

Complimenti ai ragazzi di Aragones, la Spagna ha vinto meritatamente il campionato europeo. La Germania si e´ dimostrata una "squadretta" mediocre, arrivata in finale grazie a un sorteggio a dir poco che favorevole, ma non appena ha incontrato avversari degni di qusto nome vedi Croazia, vedi Spagna e la stessa Turchia, ha dimostrato tutti i suoi limiti. Ballack il sopravvalutato piccolo Kaiser ha perso la sua ennesima finale giocando una gara sotto tono, e non certo aiutato dalle scelte dall´arrogante Jogi Löw acclamato dalla stampa tedesca come un grande trainer.