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mercoledì 16 luglio 2014

La danza dei gauchos, un´occasione mancata.

Speravo di non dovere commentare la finale dei mondiali, ma i fatti successivi mi hanno indotto a
farlo. Premetto che se fosse finita 3-0 per l´Albiceleste non ci sarebbe stato nulla da dire, le occasioni divorate da El Pipita, Messi e Palacio hanno dell´incredibile. Fatta questa premessa, ieri a Berlino si sono tenuti i festeggiamenti Sulla Strada del 17 Giugno all´ombra della Porta di Brandeburgo. Il caso vuole che il mio ufficio si trovi a pochi passi, e quando dico pochi parlo di una manciata di minuti a piedi dalla Fanmeile. Ma non me la sono sentita di vedere i festeggiamenti stile carrozziere e cassiera del Lidl in vancanza godereccia a  Mallorca. Purtroppo mi sono sbagliato, sono andati molto piu´ in basso. Il ballo Gauchos/Tedeschi e´ stato veramente di cattivo gusto, nonche´ poco divertente, cosi´ come del resto gran parte delle pessime coreografie. Le immagini di Miroslav Klose, André Schurrle, Shkodran Mustafi, Mario Gotze, Roman Weidenfeller e Toni Kroos che cantavano " So gehen die Gauchos" (cosi camminano i gauchos) con il busto basso e la camminata scimmiesca, mentre "so gehen die Deutschen"( cosi´ camminano i tedeschi" con le spalle alte e la schiena dritta. Ci vuole rispetto per l´avversario nella sconfitta, ma soprattutto nella vittoria. Questa e´ una cosa che i tedeschi devono imparare, ma se non l´hanno imparato ancora ho i i miei dubbi che lo impareranno nel futuro. Ridicolizzare cosi´ una nazione e un´avversario, in un posto poi cosi´ simbolico a pochi passi dal Reichstag. Sono un pizzico di umanita´ e l´empatia che spesso mancano a questo popolo.



So gehen die Gauchos

Per capire  di che umanita´ sto parlando, ascoltatevi l´intervista a Victor Hugo Morales storico telecronista e giornalista argentino che commenta il dopo Italia-Argentina semifinale di Italia 90, vinta dall´Argentina ai rigori al San Paolo di Napoli

Quando arrivammo a Roma il Silenzio mi fece male. Provai pena che l´Italia fosse uscita dal Mondiale. Non si muoveva una foglia per le strade di Roma, e allora capi´ il dolore di un popolo per lo sport, vedere un dolore implacabile che sarebbe durato per sempre, non si poteva cambiare. Non e´ come un derby perso, che ti puoi rifare al ritorno. NO Nunca mas, mai piu´: perdere la possibilita´ di essere campione a casa tua. Derubare un popolo che si era preparato per null´altro che essere campione



Intervista a Don Hugo Morales

Non ho nient´altro d´aggiungere.

Maradona e´ mas grande che Pele´

Leo Perinovich

Berlin 16/07/2014



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