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lunedì 18 marzo 2013

Germania, la fregatura dei Minijob.

Sono flessibili e a buon mercato sono piu´ cinque milioni e guadagnano non piu´ di 450€ al mese, sono i “Minijobber” i lavoratori low cost della Germania la locomotiva d´Europa.
 Molti penseranno ma com´e´ possibile che nella stato piu´ ricco della zona  euro dove gli operai Audi, Mercedes e VW prendono almeno il doppio di un operaio FIAT, e dove i tecnici e gli ingegneri sono strapagati, ci siano milioni di lavoratori con stipendi da fame? Questi dati vengono spesso taciuti dai media italiani che presentano la Germania come il paese dei balocchi , si veda per esempio il servizio di Ballaro´ di qualche settimana fa sulle condizioni del lavoro in Germania.
  La differenza sostanziale sta nel fatto che grazie ad uno stato sociale forte i mini-jobber ricevano un´integrazione sotto forma di sussidio, il cosidetto Hartz IV, da parte dello Stato.
 I mini-job sono dei contratti di lavoro atipici con una retribuzione massima di 450€ che non prevede il pagamento di tasse o del versamento dei contributi a fini pensionistici. Si tratta di una specie di lavoro part-time in nero legalizzato che ricorda vagamente i lavoratori socialmente utili, o le altre varie forme di contratti atipici come ad esempio i Co.Co.Co. Oltre a non venire pagati i contributi a fini pensionistici e nella maggior parte dei casi le vacanze e la malattia non viene pagata. Dal primo gennaio 2013 lo stipendio (se di stipendio si puo´ parlare) e´ stato aumentato da 400 a 450 €.
La maggior parte di loro, circa due terzi, sono donne e secondo le statitstiche non troveranno mai un un lavoro “normale” con un contratto a tempo indeterminato. Lavorano nei ristoranti, nei supermercati, , nelle fabbriche, assistono gli anziani. Un lavoratore dipendendente su cinque rientra in questa categoria. Piu´ a lungo si lavora von questo tipo di contratto e´ piu´ sara´ difficile uscire da questo pantano nonostane le qualifiche.
Solo una donna su sette riesce ad avere poi in futuro un normale impiego. Lo studio e´ stato fatto dal Professore Carsten Wippermann dell´Instituto Delta per la ricerca Sociale ed Ecologica ed e´ stato pubblicato oggi sulla Sueddeutsche Zeitung. I sindacati mettono in guardia per il rischio poverta´ che potrebbe accompagnare le donne nel caso di disoccupazione, separazione o morte del coniuge.

Riporto alcuni dei peggiori stipendi da fame riportati sulla SZ:


Pasticcieri in Baviera per 5,26€ l´ora lordi

Macellai in Turingia per poco meno di 6€ l´ora

Gli impiegati nell´industria alberghiera del Brandenburgo tariffa contrattuale per 6,25€, gli addetti delle aziende di ortofloricultura del Brandenburgo meno di 6,50€ , per non parlare di categorie come i parrucchieri. Non va meglio agli interinali della Germania dell´Est con un minimo salariale di 7 €.

Tutto cio´ appena descritto non sono altro che le conseguenze della cosidetta Agenda 2010 voluta dal governo Schröder esattamente 10 anni fa nel marzo del 2003 per la riforma del mondo del lavoro. Il cui obiettivo era la crescita economica e la  riduzione della disoccupazione, ma di fatto ha portato a una riduzione dei costi del lavoro, aumento del precariato e al piu´ grande taglio del Welfare dal dopoguerra con la riforma Hartz IV. La crescita economica si c´e´ stata ma alle spalle dei lavoratori delle classi medio basse.

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