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domenica 21 febbraio 2010

Cappellacci sponsor del "sacco di Cagliari".

Vi segnalo questo aricolo pubblicato oggi da L'Unità

Cappellacci sponsor del "sacco di Cagliari".

di Daniela Amenta.

A Santa Gilla ormai volano solo gli avvoltoi». Lo slogan corre dai bar fino alla Rete. A Cagliari ne parlano tutti. Tace solo la Regione Sardegna. Un tempo Santa Gilla al tramonto si colorava di rosa tra le ali dei fenicotteri e il sole a scivolare nello stagno, area umida tra le più importanti dell'Isola. Tuvixeddu, la necropoli fenicio-punica fiore all'occhiello dell'intero Mediterraneo, non è distante. E anche lì ci sono le gru. Se fosse un film si intitolerebbe «Le mani sulla città». Al posto dei fenicotteri, a Santa Gilla, c'è una gigantesca colata di cemento. Oltre 113mila metri cubi. Il proprietario si chiama Sergio Zuncheddu, costruttore col pallino dei media. Quote nel Foglio di Ferrara insieme a Denis Verdini. Ma soprattutto editore di Unione Sarda, Videolina, Radiolina. Praticamente il trittico di destra che gestisce l'informazione nell'Isola. Santa Gilla è roba di Zuncheddu. Ma anche dell'esecutivo di Ugo Cappellacci, il governatore che è corso al capezzale di Bertolaso per dirimere l'affaire G8 alla Maddalena, rimediando perfino i dubbi del commissario. A scoprire lo strano intreccio cagliaritano – mattone, accordi nel Pdl e benedizione della massoneria - è stato il quotidiano Il Sardegna che, carte alla mano, ha dimostrato che quei palazzoni sono stati realizzati con l'obiettivo precipuo di ospitare anche la sede della Regione. Tutto previsto molti anni addietro. Siamo nel 2004, delibera 27/11 dell'8 giugno. Il timone della giunta è nella mani di Italo Masala (An), Cappellacci è assessore al bilancio. Sono loro ad accogliere la proposta di Ienove, azienda che opera nel nascente complesso immobiliare di Zuncheddu per l'acquisto dei nuovi uffici. Costo: 82milioni di euro, più altri 33 milioni per un altro edificio “direzionale” in via Posada, ma di proprietà della Tepor, slegata dal gruppo dell'editore. A Santa Gilla volano ancora fenicotteri, l'operazione è in essere. Ma meglio portarsi avanti con il lavoro. Quattro giorni dopo Renato Soru vince le elezioni. Un colpo forse non previsto. La galassia di società legate a Zuncheddu, con interessi in Lombardia, Campania e Sicilia, cambia nome più volte, ma nel frattempo l'Unione Sarda spara ad alzo zero contro il nuovo Governatore. Soru si insedia e visti i costi revoca l'operazione. Stop all'offerta di acquisto dei 90mila metri cubi per gli uffici regionali a Santa Gilla (in totale 32 metri quadri per ogni dipendente, quasi un mini appartamento), blocco dello stupro di Tuvixeddu e in più una legge salva-coste. Troppo per il partito del mattone. Che affila pesantemente le armi.E infatti nel 2009 la Sardegna passa nelle mani del figlio del commercialista di Berlusconi. Guarda caso, il 29 dicembre scorso – delibera 59/63 – Cappellacci cancella l'ordinanza di Soru e «con massima urgenza dà mandato all'assessore agli Enti locali di riprendere le proposte di Ienove», che nel frattempo, ha mutato pelle come le lucertole e si mescola nelle scatole cinesi delle imprese (Tepor, invece appartiene al geometra Giuseppe Sedda). Però i fenicotteri hanno smesso di volare e le gru alzano palazzi. Curioso che in sei anni nessuno si sia fatto avanti, spiega l’inviato del Sardegna Marco Mostallino. Oltre 113mila cubi a disposizione del miglior offerente in quel paradiso rosa e un silenzio di tomba. Ma la realtà è che le offerte, forse, non interessano. Il piatto pare predisposto. Lo spiegano gli architetti francesi coinvolti nell'operazione addirittura nel 2000 nel sito www. valode-et pistre. com. Basta leggere. L'idea è di un “Centre de Médias et annexe Hotel de Region”. Un retroscena pubblico, basta cercare sul Web. «Quell'area sarà la sede del governo sardo», spiegano senza fronzoli. E c'è di più: la redazione dell'Unione Sarda sorgerebbe nello stesso complesso. Non c'è neppure da scoperchiare tombe puniche. L'attuale assessore regionale al personale è Ketty Corona, amica di Cappellacci e socia in affari di Zuncheddu nell'iperfetazione della costa di Olbia. Figlia di Armandino – scomparso di recente – ex gran maestro della Loggia d'Oriente. Ora Zuncheddu, mattonaro mediatico, s'arrabbia, smentisce. Minaccia querele. Carta canta, però. Il Pd e tutta l'opposizione in Regione hanno chiesto conto della montagna di milioni per il Monopoli di Zuncheddu. Una tombola per la Sardegna costretta a buttare in mare le fabbriche del Sulcis-Iglesiente. Solo con l'Alcoa fanno duemila a casa. A sera i fenicotteri ancora puntano l'ex cementificio di Santa Gilla. Sorvolavano la terra leggeri. Rosa e bellissimi. Come un racconto di Sergio Atzeni. Poi, la notte cala sulla Sardegna senza più colori.

http://www.unita.it/news/italia/95347/cappellacci_sponsor_del_sacco_di_cagliari

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